DORIAN GRAY- La bellezza non ha pietà

Recensioni dello spettacolo Dorian Gray – La bellezza non ha pietà visto sabato 12 maggio ore 16.00 presso il Teatro Celebrazioni, Bologna.

 

Credits

una produzione Pierre Cardin e Rodrigo Basilicati

testi e musiche Daniele Martini

con Federico Marignetti e Marco Vesprini

video designer Sara Caliumi

regia e allestimenti Wayne Fowkes e Emanuele Gamba

 

Recensioni

Dorian Gray La bellezza non ha pietà è uno spettacolo musicale con soli 2 attori sul palco: Federico Marignetti nei panni di Dorian Gray e Marco Vesprini che balla rappresentando l’anima di Dorian Gray. La trama è narrata attraverso canzoni di vari generi musicali che personalmente ho trovato ripetitive e giochi di luce con proiezioni che rispecchiano le emozioni del personaggio.”
Chiara Crusco, 17 anni

 

“Un attore e un ballerino, il pensiero e l’anima, le parole e la danza. In questa rappresentazione Dorian Gray dialoga con sé stesso, ripercorre gli eventi del romanzo di Wilde e li esamina dal suo punto di vista. Sul palco sentiamo il pensiero di Gray che vaga nel passato e vediamo le reazioni della sua anima, il tutto in una cornice di proiezioni su più livelli che creano atmosfere molto varie.

Come idea mi è sembrata molto interessante, anche l’ampio utilizzo della musica mi creava buone aspettative. Di fatto l’esibizione non è stata in grado di comunicarmi qualcosa con forza. Le canzoni si richiamavano un po’ troppo a vicenda, con un’andatura da orchestra rock che ho trovato troppo ‘da favola’, un po’ d’altri tempi, per un tema così graffiante. Ottima l’esecuzione vocale, ma purtroppo nessuno strumento dal vivo. Alla fine nel mio immaginario Dorian dovrebbe essere un artista dannato stile Jeff Buckley o Kurt Cobain, mi è dispiaciuto non ritrovare un carattere così irriverente sul palco”.
Lorenzo Tortella, 18 anni

 

“Il ritratto di Dorian Gray, celebre romanzo di Oscar Wilde, diventa un musical pieno di effetti luminosi. Nonostante l’impeccabile recitazione, lo spettacolo non è gradevole. Troppe musiche con un ritmo molto simile, separate solamente da pochi minuti di recitazione, lo rendono noioso e monotono”.
Federico Bottazzi, 15 anni

 

Dorian Gray-La bellezza non ha pietà si presenta come uno spettacolo tratto dal celebre romanzo di Oscar Wilde, infatti la pièce mette il focus interamente sulla figura del giovane, con solo brevi apparizioni da parte degli altri personaggi. Sulla scena viene presentato solamente un attore, che interpreta Gray e la sua anima, interpretata da un ballerino.

A decorare la scena compaiono un cubo metallico, delle cornici di metallo e molte proiezioni, che rendono suggestiva la messa in scena.

Purtroppo, accanto a queste idee positive, si accostano degli elementi che disorientano lo spettatore. Lo spettacolo non veniva presentato come un musical, ma si è rivelato invece come tale, dato che le canzoni prevalevano lungamente sul recitato, che dalla seconda metà dello spettacolo è venuto quasi interamente a mancare. In più, le vicende di Dorian sono state spiegate in maniera molto astratta, disorientando lo spettatore.

Nonostante ciò, l’attore e il ballerino hanno dimostrato grande professionalità, donando allo spettacolo l’aspetto di un eccesso di idee messe assieme, ma con del potenziale al suo interno.
Francesca Viapiana, 15 anni

 

“Questo spettacolo rielabora in un musical il celeberrimo romanzo di Oscar Wilde Il ritratto di Dorian Gray.

A un primo impatto lo spettacolo sembra essere una buona e originale analisi dei sentimenti di Dorian, espressi attraverso le canzoni interpretate dallo stesso attore e dalla scenografia che vuole rompere la quarta parete con luci e immagini coinvolgenti e spettacolari.

Ma presto lo spettatore si rende conto di stare guardando uno spettacolo di circa 90 minuti composto quasi esclusivamente da canzoni (che non sono suonate dal vivo e di questo se ne risente parecchio) monotone, i cui testi annoiano parecchio tanto da faticare a seguirli. Esse sono intervallate da monologhi dell’attore (molto bravo e con una bellissima voce) che sono gli unici punti veramente coinvolgenti.

In più sul palco è presente anche un ‘ballerino’, che rappresenta l’anima di Dorian, il quale non svolge una coreografia ma dei semplici movimenti astratti che tolgono completamente l’attenzione su di sé.

Oltre a questo chi non sa la storia originale è impossibilitato a comprendere lo spettacolo, ma anche chi la conosce trova difficile collegare tutti gli eventi.

In conclusione, l’idea originale e particolare si è trasformata in uno spettacolo noioso senza un apparente scopo, né educativo né di intrattenimento, che non volendo toccare l’opera originale la distorce rubandone l’antico fascino.
Denise Mirandola, 18 anni