Nessuna pietà per l’arbitro

Recensioni dello spettacolo Nessuna pietà per l’arbitro visto domenica 25 marzo ore 17.00 presso il Teatro Studio Sant’Orsola.

Credits
Di: Emanuele Aldrovandi
Regia: Marco Maccieri, Angela Ruozzi
Con: Filippo Bedeschi, Luca Mammoli, Federica Ombrato, Alessandro Vezzani
Produzione: centro teatrale MaMiMò

Recensioni

“Che cos’è in concreto una regola? Su quale principio si basa? È sempre giusto seguire la legge? Qual è la linea di demarcazione che, di tanto in tanto, in alcune occasioni, è necessario superare? Questo spettacolo è uno di quelli che ti lasciano il tempo di riflettere e ti esortano a mettere in discussione le tue idee, i valori su cui hai fondato la tua esistenza. Sfruttando la metafora del gioco del basket, la compagnia teatrale emiliana ha lanciato una provocazione che smonta il concetto di vita come realtà limitata da paletti fissi e invalicabili. Non è così. Non esiste una sola verità, ma l’importante è avere ben chiaro l’obiettivo, lo scopo a cui si ambisce. La società si deve fondare su sani rapporti che vedano i cittadini puntare ad un sogno comune: la giustizia. Una giustizia che può essere raggiunta solo con l’aiuto di tutti. Però, come ha detto l’arbitro, è anche vero che “la verità c’è solo quando c’è libertà”. E a questo punto quindi viene da chiedersi se non sia vero che la verità è una specie di gioco di potere. Per dire il vero dobbiamo sentirci liberi, non sottomessi ad alcuna autorità, altrimenti non diciamo più il vero, ma il conveniente”.

Martina Bosi, 15 anni

 

“Nessuna pietà per l’arbitro è uno spettacolo che parla di una famiglia come tante, formata da una madre incinta, un figlio e il nuovo marito. Le cose sembrano andare nel verso giusto, fino a quando viene ucciso accidentalmente l’arbitro. Questo fatto farà scatenare diverse reazioni all’interno della famiglia, dalla più umana e morale alla più sconsiderata e disperata.
Nessuna pietà per l’arbitro è uno spettacolo ricco di tematiche attuali, come la morale e l’etica, il rapporto figli-famiglia e soprattutto lo sport e come possa essere una metafora perfetta per far comprendere allo spettatore l’importanza della correttezza in una società piena di crepe.
Uno spettacolo con molti elementi importanti, non sempre ben spiegati ma mai fuori luogo. Recitazione buona e scenografia molto carina, una buona pièce per chi apprezza non solo il mondo dello sport ma anche per chi spera in una società più corretta”.

Denise Mirandola, 18 anni

 

“Una famiglia unita solo grazie al basket e un arbitro odiato da quest’ultima sono i personaggi di questo spettacolo che attraverso questioni private fanno riflettere sulla nostra società.
I temi trattati sono parecchi (forse anche troppi), ma il fulcro di tutto è il ruolo dell’arbitro e di conseguenza delle regole. I dialoghi e le varie scene su sfondo ironico nascondo lo sbandamento della nostra realtà. Si mette in discussione la famiglia, la scuola, ma anche la stima per i nostri parenti, il nostro sistema politico e il significato di libertà e giustizia.
Si esce dalla visione con un senso di vuoto, come se qualcosa non fosse stato concluso. Forse per i troppi temi trattati che durante lo spettacolo erano stati nascosti da battute comiche.
Regia molto buona in particolare i vari “time out” e scene musicali con i palloni. Recitazione buona anche se un po’ esagerata quella della moglie”.

Francesca Viapiana, 15 anni